Renault Capture


Quando: Ottobre 2014
Dove: UK - Londra, Liverpool, Loughborough
Perché: Festeggiare un compleanno importante con vecchi e nuovi amici
Come: 330 miglia lungo le strade del Regno Unito

No, non farò l'uomo vissuto, quello che non ha paura delle sfide, quello a cui basta un profumo firmato per non dover chiedere mai.
Anzi, vi dirò di più: a me questa storia della guida a destra mi aveva messo una certa ansia.
Si perché, già non è il massimo guidare su strade che non conosci, già è complesso stare al volante nelle grandi metropoli ma se a tutto questo ci aggiungi che devi pure guidare dalla parte sbagliata allora la situazione si fa davvero impegnativa.
Ah giusto... ho dimenticato un particolare: guidiamo dalla parte sbagliata perché siamo a Londra.
300 metri in linea d'aria da qui si trova il Tower Bridge, uno dei simboli della città, nonché uno dei ponti più trafficati di tutto il Regno Unito.
Il che è perfetto per imparare a guidare secondo il codice della strada inglese.


Entriamo in un autonoleggio deserto e l'annoiata signorina al desk sembra contenta di vedere entrare qualcuno, se non altro per poter scambiare due parole prima della pausa pranzo. 
Purtroppo si deve ricredere subito quando si accorge che parlare inglese con me è come fare una telefonata satellitare: dal momento in cui lei parla alla mia risposta passano sempre quei 4/5 secondi necessari al sottoscritto a capire cosa mi è stato detto, pensare ad una risposta di senso compiuto e riformulare il tutto in un inglese mediamente comprensibile.
Forse per approfittare della barriera linguistica, forse preoccupata dall'evidente complesso da "prima volta" con guida a destra, la prima cosa che mi chiede è se voglio una assicurazione aggiuntiva in caso di danni al veicolo.
Offeso e colpito nel mio orgoglio automobilistico accetto anche se quella firma sul modulo dell’assicurazione non fa altro che aumentare la mia ansia da prestazione (da guida a destra).
L'auto è già fuori parcheggiata in strada dal lato giusto. Almeno credo...
No…
Aspetta...
Fammi pensare...
Andiamo bene: l'auto è ancora ferma e io sono già in crisi.
E poi io avevo prenotato (e pagato) un'auto di taglia media, cos'è questa Clio in sovrappeso?
Una Renault Capture?!


Intendiamoci, mica è brutta, anzi, ma se al ristorante ordino una pizza e mi arriva un sofficino non rimango granché soddisfatto.
E poi non è solo una questione di principio ma anche un più tangibile problema geometrico: ci staremo lì dentro in quattro più tre bagagli, due zaini e pacchetti vari?
Vorrei chiedere lumi alla signorina che però è troppo impegnata a mostrami dove si inserisce la chiave elettronica a forma di carta di credito.
"Suvvia gentile impiegata, so bene che porto molto male i miei anni ma non sono poi così vecchio.
So come si usa una chiave elettronica.
Vada vada, è tutto sotto controllo!"
Mi accomodo su un sedile alto e soffice, come piace alle auto francesi.
Mi guardo a sinistra e vedo lo spazio del passeggero.
Guardo avanti e trovo il volante.
Strani forti questi inglesi.
Allungo la mano destra verso la mia spalla sinistra alla ricerca della cintura di sicurezza e metto la mano in faccia al mio passeggero. Vedo nei suoi occhi la voglia di scendere e correre a prendere il primo treno per Liverpool ma con classe e discrezione mi fa notare che, forse, la cintura è meglio se la cerco dall'altra parte.
Mi giro e tiro una testata sul vetro laterale.
Prendo in mano la chiave a forma di carta e la inserisco… 
Mmmh… oddio dov’era la fessura?
"Scusi signorina?! Dov’è che devo infilarla la chiave?
No aspetti… non risponda… ho capito dove devo infilarmela... non c'è bisogno di diventare volgari...
Sento che sarà una lunga giornata".
Dobbiamo attraversare Londra, evitare la zona della "Congestion Charge" (la zona a traffico limitato della città) per andare a recuperare le valigie in albergo e poi fare 200 miglia per arrivare a Liverpool nel tardo pomeriggio.
Mi immetto nel traffico in una strada semi-deserta che mi dà la possibilità di pensare a quale corsia dovrei azzeccare per evitare un frontale.
Che poi, adesso che sono tornato incolume, posso anche dirtelo: alla fine mica è difficile. 
Ricorda una cosa: la linea di mezzeria della strada deve stare dallo stesso lato del guidatore.
Un centinaio di metri di strade deserte per prendere confidenza, più con la frizione che non con la guida a destra e poi il traffico di Londra. Congestionato ma ordinato come in tutte le capitali del Nord Europa.
A pensarci bene neppure troppo congestionato considerando quante persone vivono e lavorano quì durante il giorno.
Attraversiamo il Tower Bridge e per la prima volta non lo degno di uno sguardo impegnato a pensare che, forse, quei 50 pounds in più per il cambio automatico avrebbero semplificato, non poco, le cose.


Inizio a prendere confidenza con l'auto e, finalmente, la strada si libera lasciandomi inserire anche la terza.
"Occhio a sinistra"
Sfrecciare per le strade di Londra è tutto sommato più facile del previsto.
"Occhio a sinistra... sei troppo vicino alle auto in sosta"
Ma si, ma si... sono 15 anni che guido e questa è una Clio dopata mica un carroarmato... non interrompete le mie riflessioni profonde...
Dicevo... sfrecciare per le vie di Londra permette di vedere la città da un punto di vista nuovo e curioso. 
Laggiù in sottofondo il London Eye da un'angolazione mai vista. Il Big Ben che spunta orgoglioso tra i palazzi anche se non è uno spilungone e....
"Occhiooooooo"
Oh c$%£o... avevate ragione... stavolta c'è mancato veramente poco a rifare la fiancata di quella Jaguar parcheggiata! 
Eppure da quaggiù mica sembra di andarci così vicino.
Ok, ok, ho capito ci faccio più attenzione tranquilli.
Quello specchietto lontano e solitario laggiù alla mia sinistra ci darà problemi lo sento.


Torno sempre volentieri a Londra ma questa è stata solo una toccata e fuga.
Prendiamo i bagagli in albergo e ripartiamo immediatamente senza pausa pranzo. Liverpool ci aspetta e il navigatore ipotizza 3,36 ore di viaggio.
Lascio la guida a Renata e mi accomodo da passeggero.
Davanti a me, perfettamente integrato nella plancia, un bello schermo dalle dimensioni abbondanti. In linea di massima odio i touch screen delle auto principalmente perché non funzionano ma questo va piuttosto bene, prende i comandi velocemente,  il navigatore ha una logica a prova di idiota e calcola la rotta in tempi rapidi.
Suggerisce una piacevole gita lungo la M40 passando per le campagne inglesi.
Nelle trafficate rotonde della capitale britannica però si lascia prendere dall'indecisione e sbagliamo due uscite fino a incrociare la più vicina M1.
L'M1 è per l'Inghilterra quello che per l'Italia è l'autostrada del Sole. E' una lunga spina dorsale su quattro ruote che risale il Regno Unito verso Nord.
Ed è molto usata.
Davvero molto usata.


Dopo una breve pausa pranzo mi riaccomodo al posto guida. Solita manata in faccia al passeggero alla ricerca della cintura e di nuovo in strada.
Prima, seconda e terza lungo la corsia di immissione in autostrada per scoprire che 75 cavalli, su una Clio XXL a pieno carico, forse sono un po' pochi. In compenso, da brava francese è davvero comoda e, se non fosse per una rumorosità più aerodinamica che di motore, sarebbe una passista eccezionale.
In un anonimo venerdì di fine ottobre da qualche parte in Inghilterra a bordo di una Renault Capture a nolo i km volano, il cielo si annuvola, il tempo scorre e il traffico aumenta finché, all'improvviso, il traffico diventa coda, i km si bloccano, le nuvole diventano pioggia e il tempo… no... quello continua a scorrere.
L'orario di arrivo previsto si allontana sempre più e da pomeriggio diventa sera fino a sprofondare nella notte.
Senza motivo si formano code che, dopo qualche minuto, svaniscono facendo riprendere il viaggio.


Una seconda sosta in autogrill per un caffé e di nuovo in strada.
Dopo qualche ora in coda è come se conoscessimo i nostri vicini di ingorgo. Abbiamo fantasticato storie su chi sono e sul motivo per cui si trovano quì, in un qualunque venerdì di fine ottobre, fermi, in un posto qualunque nel mezzo dell'Inghilterra, circondati solo da città segnate nel navigatore ma che, dai finestrini dell'auto, non si intravedono.
Un'altra pausa perché ormai è sera e tanto vale cenare finché troviamo ancora qualcosa di aperto.
E' buio, c'è traffico e, se va bene, mancano ancora due ore a Liverpool.
Poteva andare peggio. Poteva piovere.
Ah giusto... E' da quando siamo partiti che, a intervalli regolari di 40 minuti, vengono giù scrosci di acqua e raffiche di vento.
Verso le 9,30 il cartello per Liverpool ci lascia uscire dall'autostrada.
Ricapitolando: siamo in macchina da circa nove ore, è buio, piove, il volante della macchina non è dove dovrebbe essere e le poche auto che incontro si ostinano a viaggiare dalla parte sbagliata della strada.
Rimpiango le code in autostrada. Almeno là ero fermo e non potevo far danni.
Finalmente la bandierina rossa sullo schermo del navigatore. Siamo arrivati. Oggi è stata una lunga giornata.
Le vie vuote, le casette basse in mattoni rossi, l'aria fresca che sa di mare. Non l'ho ancora vista ma sento che Liverpool già mi piace.
Però per questa sera siamo a posto così.


La mattina seguente va meglio. Il cielo è sempre carico di nuvoloni neri ma non piove e il traffico... no quello continua a viaggiare a sinistra.
Se Liverpool di sera, al buio, in periferia, mi stava già simpatica, di giorno va oltre le aspettative: viva, vivace, giovane, piena di musica.
Camminiamo lungo le vie del centro storico per poi spostarci verso il porto, anche lui recuperato e trasformato in area commerciale.


Meriterebbe più tempo questa cittadina sul mare per essere scoperta e apprezzata ma in serata dobbiamo essere a Loughborough per festeggiare un compleanno importante e trovare vecchi e nuovi amici.
Dovrebbero servire meno di tre ore di auto per raggiungere la nostra destinazione ma visto come sono andate le cose ieri partiamo poco dopo pranzo.
Questa volta va meglio. Non piove (o almeno non piove troppo), le strade sono trafficate ma senza ingorghi, le miglia da fare e molte meno e la guida...
No... quella è ancora dannatamente a destra.


In realtà il volante al posto del passeggero non è il gran problema che mi ero immaginato.
Nelle lunghe autostrade a tre corsie il problema semplicemente non si pone perché basta infilarsi nel flusso e lasciarsi trasportare.
In città si va talmente piano che si ha tutto i tempo di pensare a quale sia la corsia giusta.
Il problema più grosso arriva dalle rotatorie dove l'abitudine fa guardare dalla parte sbagliata e, entrare "contro mano", fa impressione anche dopo svariate miglia percorse.
La campagna inglese che circonda le strade sembra uscir fuori da un film inglese dell' '800, così maledettamente british da risultare finta.
Verrebbe voglia di fermarsi alle cinque in punto in un pub a bere un the caldo col latte e dei muffin ma questa volta non c'è tempo.
Attraversiamo paesini e contee inglesi, nel nome, nelle case, nei modi di guidare. Se esiste un galateo della guida gli inglesi sono dei gran signori. Pazienti e rispettosi anche con chi si attarda a ripartire.


Loughborough trasuda il suo essere inglese quanto la regina Elisabetta all'ora del the.
Non posso apprezzare al 100% i paesaggi perché ho ancora paura di stirare qualche adorabile vecchina prendendo una strada contromano ma in un posto così saprei di essere nel Regno Unito anche senza guardare fuori dal finestrino.
Ci aspetta un sabato sera e una domenica diverse dal solito.
Se mi avessero detto che avei festeggiato i 30 anni di Renata a Loughborough non avrei capito dove avrei dovuto andare.
Se mi avessero detto che avei festeggiato i 30 anni di Renata spingendo una carrozzina non ci avei creduto.
Se mi avessero detto che mi sarei divertito... no, quello ero scontato.

Un giro per le strade della città, un pranzo Thailandese / Nepalese / Indiano, un caffé e qualche chiacchiera. 
Una fredda giornata di fine autunno scorre veloce ed è già ora di ripartire.
Ci attendono gli ultimi km "contro mano" della vacanza. Una sosta dal distributore, verifica al car rent che l'auto abbia ancora quattro porte, quattro ruote e il volante dalla parte sbagliata e poi di nuovo lì, nella sala d'aspetto di un aeroporto a riguardare le foto del viaggio.





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